L’ARCHITETTURA ABBANDONA LA RETTA VIA

Ponte pedonale a Changsha

© NEXT Architects

A Changsha gli architetti si ribellano al rigore della linea retta con virtuosismi curvilinei, ottovolanti pedonali, superfici annodate.

Situata in un’ansa del fiume Xiang e sede di antichi istituti culturali ed università, Changsha è la capitale della provincia di Hunan con oltre 7 milioni di abitanti. Negli ultimi anni è diventata una delle città più importanti della Cina nel campo della comunicazione e dello spettacolo con centri di produzioni televisive, teatri, fashion store.

Cospicui investimenti stanno contribuendo a rinnovare il tessuto urbano grazie ad architetti e designer di fama mondiale che movimenteranno l’anonimo agglomerato con edifici dalle forme innovative dove la curva si prende alcune rivincite sulla retta.

Il distretto del lago Meixi

© KPF Design

Armonia e funzionalità distinguono le strutture di madre natura che sembra usare la linea retta solo nei cristalli ed in poche specie vegetali, come lo stelo della lavanda. Sarebbe troppo lungo affrontare il discorso della bellezza e della sua influenza sull’uomo, ma si può però affermare che per molto tempo, soprattutto nella seconda metà del novecento, si sono realizzati squadrati cubicoli di rara bruttezza, impersonali e privi di grazia.

Finalmente l’architettura sta recuperando il proprio ruolo di agente creativo. Passata la smania di grattacieli pietosamente tutti uguali e mega-supposte metropolitane, si assiste ad una sperimentazione di materiali che veicolano luce e calore disegnando volumi sinuosi.

Nodo di Mobius e nodi cinese

© NEXT Architects

Le nuove tecnologie permettono di osare. Lo studio Next Architects di Amsterdam ha recentemente vinto il concorso internazionale per la costruzione di un ponte pedonale nel distretto Dragon King Harbor River, a Changsha, ispirandosi al nastro di Möbius, una figura geometrica non orientabile. In architettura un riferimento del genere sembrerebbe un paradosso, eppure i progettisti hanno trovato un legame fra le sezioni che s’intersecano ed i nodi della tradizione cinese dove due corde entrano nell’intreccio per uscirne dal basso seguendo percorsi più o meno intricati, ma quasi sempre simmetrici.

Il ponte non poteva che essere rosso, colore che simboleggia fortuna e prosperità.

Meixi International Culture & Arts Cente

© Zaha Hadid Architects

Lo studio Zaha Hadid Architects (ZHA) si occuperà invece del Centro di Cultura ed Arti Internazionale Changsha Meixi Lake. Il complesso si snoda intorno ad una piazza che fa da punto focale per tre edifici separati: il Gran Teatro, il Museo d’Arte Contemporanea e la Sala Multifunzionale.

Interno Gran Teatro

© Zaha Hadid Architects

Il Teatro ospiterà fino a 1800 persone e sarà dotato di zone per l’accoglienza ed il ristoro oltre a sale riservate alla logistica ed agli uffici. Il Museo si caratterizzerà per la presenza di tre petali che s’incrociano con le gallerie dei piani superiori e la hall centrale. Il Teatro più piccolo, con 500 posti a sedere, potrà assumere varie configurazioni per ospitare eventi di diverso tipo, dai concerti alle presentazioni commerciali.

Elica pedonale su lago Meixi

© KSP Design

Nella zona sud-ovest, sul lago Meixi, si costruirà una rampa pedonale elicoidale ideata dallo studio KSP. La struttura sorgerà su un’isola artificiale di 20.000 metri quadri, avrà un diametro di 88 metri e si estenderà per un chilometro di lunghezza. Percorrendo la spirale si scopriranno spazi destinati al ritrovo, giardini ed aree giochi per i bambini ammirando il circostante panorama cittadino.

Master Plan del lago Meixi

© KPF Design

La pianificazione firmata KPF Design per il lago Meixi, su cui si affaccia Changsha, copre un’area di 6.5 milioni di metri quadri e cercherà di soddisfare un’ambiziosa idea: avviare un modello urbanistico densamente abitato integrando edifici e luoghi dove si riesca a percepire la bellezza del paesaggio con zone pedonali, parchi e passaggi sui canali che recuperino il senso dell’armonia e della fluidità alla base dell’antica civiltà cinese.

Il progetto del grattacielo più alto al mondo

© Wikipedia

Dopo tante superfici curve, non si può non citare il progetto per la realizzazione a Changsha del più alto grattacielo al mondo con 220 piani distribuiti lungo 838 metri di altezza. I lavori sono stati avviati il 20 luglio del 2013 ed avrebbero dovuto concludersi nei primi mesi del 2014 ad opera della società Broad Sustainable Building specializzata in costruzioni rapide. Le autorità hanno fortunatamente bloccato l’esecuzione per approfondire la sicurezza e le verifiche relative ad un palazzo di tali proporzioni.

A proposito di omologazione, pensiamo a cosa sta capitando in Africa. Dovremmo preoccuparci di portare benessere dove occorre, a partire dall’edilizia insufficiente ad accogliere il boom demografico africano che avrebbe bisogno di abitazioni in linea con le tradizioni e le particolari esigenze climatiche del continente.

Nuove abitazioni in Kenya

© Go West Project

In Kenya invece si è adottato il modello urbano cinese in grado di costruire velocemente ed a basso prezzo edifici privi di qualsiasi riferimento culturale con il territorio. Il risultato si commenta da solo…

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES – Simona Braga

8431 Persone hanno letto questo articolo

Potrebbe interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *