CANNES CLASSICS: ORSON WELLES – OMBRE E LUCI

Elisabeth Kapnist ha presentato al Festival di Cannes 2015 il documentario “Orson Welles, Shadows and Light” in occasione del centenario della nascita di uno dei più grandi registi di tutti i tempi. 

Personalità magnetica e geniale narratore, Orson Welles nasce il 6 maggio del 1915 a Kenosha nel Wisconsin, Stati Uniti. Nel 2015 ricorrono anche i trent’anni dalla morte, avvenuta il 10 ottobre del 1985 ad Hollywood. Regista, attore, sceneggiatore e produttore ha rivoluzionato il cinema con numerose innovazioni stilistiche.

L’eccentricità di Welles è stata oggetto di diversi studi. Si sa che il fratello era ricoverato in una clinica psichiatrica, mentre il padre Richard, imprenditore ed inventore, era alcolizzato e che fu la madre Beatrice Ives, pianista, ad educare il figlio alla musica, alla letteratura ed alla pittura. Bambino prodigio, George Orson perde la figura materna nel 1924 ed il padre nel 1930. A 18 anni emigra in Irlanda dove si fa conoscere entrando nel teatro sperimentale di Gate.

Orson Welles alla radio nel 1941

Nel 1933 gli rifiutano il permesso di lavoro a Londra e ritorna negli Stati Uniti. La notorietà arriva nel 1938 quando con gli attori della sua compagnia rappresenta l’opera “La Guerra dei Mondi” di H.G. Wells con una versione radiofonica tanto realistica da provocare il panico negli ascoltatori che pensano sia veramente in atto l’invasione del New Jersey da parte degli alieni.

Copertina New York Times

La fama gli regala un generoso contratto di 225.000 dollari con la RKO di Hollywood che gli propone di girare due film con totale libertà creativa. Il primo racconta la vita di Charles Foster Kane ed è basato sulla figura del magnate della stampa William Randolph Herst. Gli espedienti tecnici usati nel 1941 per il “Cittadino Kane”, tradotto in Italia in “Quarto Potere”, passano alla storia.

A Welles si attribuisce il piano-sequenza nel quale la cinepresa rimane ferma senza il susseguirsi di varie inquadrature. Avendo una visione teatrale ritiene infatti che i tagli ed i movimenti di camera tolgano intensità e concentrazione.

Inquadratura dal basso

L’estetica oppressiva è esaltata dall’uso del grandangolo e dalla conseguente deformazione della prospettiva con contemporanea accentuazione della profondità di campo. Le inquadrature dal basso aggiungono drammaticità insieme ai contrastanti giochi di luce e di ombre con dissolvenze e puntamenti che sottolineano volumi inaspettati al posto di monotone uniformità. Tutta una serie di tecniche che richiedono delle costruzioni precise degli spazi per posizionare personaggi ed oggetti di scena e nascondere i limiti delle strutture degli studi.

Locandina Citizen Kane - Quarto Potere

Un’altra tecnica impiegata è quella del flashback, già adottata nel cinema, per dare agli spettatori un quadro narrativo globale da ricomporre con la propria interpretazione. E’ lo stesso Welles a spiegare che “Il pubblico è l’unico giudice. Kane era egoista e disinteressato…idealista ed imbroglione, un uomo grandissimo e un uomo mediocre. Lo scopo è proporre un problema piuttosto che risolverlo.”

Il film riceve 9 nomination agli Oscar e si aggiudica la statuetta per la migliore sceneggiatura originale, ma non ha altrettanto successo nelle sale per una scarsa distribuzione ed un probabile boicottaggio di Herst.

Logo RKO

“L’orgoglio degli Amberson” è la pellicola per la RKO con un uso magistrale dei piani sequenza. Durante le riprese il governo degli Stati Uniti gli chiede di realizzare un documentario sull’America meridionale. Welles abbandona la prima lavorazione per lanciarsi nel nuovo progetto di “It’s All True”, pensando d’inviare le istruzioni finali ai suoi collaboratori, ma la RKO apporta modifiche irreparabili.

A partire da “Mr Arkadin“, tradotto in “Rapporto Confidenziale”,  utilizza obiettivi da 18.5 mm che assicurano una perfetta profondità di campo ed una decisa deformazione spaziale. “Non preferisco il 18.5, ma sono l’unico che ha investigato le sue possibilità.”

Orson Welles in Quarto Potere

La trilogia più amata è forse quella sulle opere di Shakespeare che inizia con “Macbeth” il cui insuccesso commerciale gli fa lasciare l’America. Nel 1952, in Italia, presenta “Otello” con il quale vince il Festival di Cannes e “Campanadas a medianoche”, prodotto in Spagna nel 1965, in cui interpreta il ruolo di Falstaff.

In Otello, Macbeth e Quarto potere Welles segue anche il montaggio ed in un’intervista dichiara che solo in questa fase il regista esercita un controllo assoluto che non può invece avere sulla recitazione o in altri momenti dove agiscono elementi incontrollabili.

Locandina documentario Orson Welles Ombre e Luce

Il documentario proiettato nella sezione Cannes Classics è un’opportunità per riscoprire la personalità di un artista che ha sperimentato in modo eclettico teatro, cinema, radio e televisione, sempre alla ricerca di finanziatori che avessero fiducia nel suo visionario talento.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES Simona Braga

FOTO DI: WIKIMEDIA – WIKIPEDIA – FDC (FESTIVAL DE CANNES)

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