LANCIA BETA COUPE’: DA ROTTAME A CIGNO

Come restaurare un’automobile storica per ridargli l’eleganza originale.

Lancia Beta Coupé restaurata

Una pubblicità degli anni ’80 dedicata alla Beta recitava “La classe Lancia”, ma il modello era noto come la Lancia della discordia. Progettata nel periodo di transito sotto l’ala di mamma Fiat, la Beta era considerata indegna del marchio torinese fondato nel 1906 da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin.

La vettura fu derisa, bruciata e pressata in diretta nel famoso show televisivo Top Gear, ma la maggior parte delle persone ignora che fu disegnata dalla sapiente mano di Piero Castagnero padre della Fulvia coupé, sotto la direzione di Pierugo Gobbato, figlio d’arte del mitico Ugo.

I lancisti non l’accettarono mai totalmente essendo abituati a livelli di finiture che la Beta non poteva avere, ma quanto alla sicurezza ricordo che recentemente uno studente, Bryce Kashman, ha macinato migliaia di chilometri viaggiando dallo Stato di Alberta in Canada fino in Messico sulla sua Lancia Beta Coupé del 1976. Il rapido declino fu aiutato anche dalla breve carriera nei rally ufficiali dove comunque contribuì, insieme alla Fulvia ed alla debuttante Stratos, a portare la Lancia alla vittoria del campionato del mondo del 1974 partecipando ad alcune gare.

La versione da corsa si caratterizzava per il motore di 1.800 cm³, con testata elaborata dalla Abarth, in grado di sviluppare 180 CV e la presenza di differenziale autobloccante. La livrea fu inizialmente quella rossa e bianca della Marlboro, per poi riprendere i colori del logo verde e bianco dell’Alitalia. La Beta coupé continuò l’attività agonistica fino al 1975 quando venne definitivamente sostituita dalla più performante Stratos.

Lancia Beta Coupé da restaurare inizio lavori

Da lancista sfegatato, nel 2014 decisi di comperare una Beta per valorizzarne le prestazioni ed il design. Ne rintracciai una in uno stato di semi-abbandono, priva di paraurti posteriore, verniciata male con bombolette di dubbio gusto, buchi di ruggine otturati e camuffati da chili di stucco ovunque.

Ruggine e stucco su Lancia Beta Coupé prima restauro

Un autentico scempio, ma in possesso di un elemento che per un appassionato di auto storiche è un valore aggiunto: l’iscrizione all’ASI e soprattutto le sue splendide targhe nere originali, senza gli orrendi aggiornamenti di una re-immatricolazione.

Fatto il primo passo, cercai un bravo carrozziere capace di aggiustare le automobili come si faceva 50 anni fa con conoscenza, pazienza ed amore. Trovato il professionista, si è proceduto a rimuovere vernice e moquette mettendo a nudo tutti i problemi causati dalla prolungata mancanza di manutenzione.

Lancia Beta Coupé ruggine pre restauro

In sintesi vi descrivo le diverse lavorazioni del restauro generale come testimonianza di un recupero a regola d’arte senza facili scorciatoie che non assicurano qualità e durata.

La prima fase ha comportato la sostituzione dei fondi e dei longheroni per garantire la tenuta strutturale e la sicurezza degli occupanti. Vista l’impossibilità di reperire i pezzi di ricambio, ho acquistato un’analoga Beta senza documenti come donatrice per trapiantare interamente le parti obsolete.

Fondi pronti da trapiantare

Durante il lavoro si sono saldate delle traversine sulle porte per evitare il collasso del corpo auto o pericolose deformazioni della scocca portante.

Saldatura traversine sostegno Lancia Beta Coupé

I fondi sono stati ricoperti con vernice impermeabile ed antiruggine con una bicomponente epossidica.

Il secondo trattamento è stato riservato alla sverniciatura della carrozzeria con raschiatura manuale che ha fatto emergere i danni provocati dalla ruggine passante, ossia dei bei buchi.

Ruggine passante (buco) su Lancia Beta Coupé

La scoperta ha reso necessaria una terza operazione dedicata alla tassellatura e pezzatura in cui la vettura è stata tagliata in corrispondenza delle zone marce.

Sverniciatura manuale

I fori sono stati sigillati con pezze in ferro sgrezzate e saldate. I supporti dei vetri sono stati ricreati a mano con un notevole lavoro di cesello nel parabrezza.

Cesellatura supporto del parabrezza

Pezza di ferro al montante anteriore sinistro e cesellatura parabrezza

La quarta fase si è concentrata sul pareggio e stuccatura con la lucidatura, sempre manuale, della scocca per riportarla al metallo grezzo. In alcuni punti è stato utilizzato dello stucco metallico per evitare la formazione di avvallamenti e rendere liscia la superficie.

Pareggio e stuccatura metallica

La mia auto iniziava a riprendere vita ed è stata trattata con un primer per facilitare la successiva aderenza della vernice in forno con aspirazione.

Lancia Beta Coupé con primer pre verniciatura

Il metodo permette di evitare che la pittura si contamini con polvere o altre sostanze. La vettura deve essere lasciata asciugare nel forno per almeno 24 ore e poi viene lucidata nei punti critici come montanti, interni e la base delle portiere.

Lancia Beta Coupé verniciatura e rimontaggio

Le componenti verniciate separatamente (cofano, baule, portiere) sono rimontate e si aggiungono particolari quali pannelli, battitacchi e cromature varie.

A lavori ultimati posso dirvi che la mia Beta è stata un investimento di denaro e pazienza, ma quando ci sono le giornate giuste è un piacere condurla sui colli veneti prendendo le curve con la sicurezza che una vettura del genere dà, con quattro freni a disco che nel 1980 erano un lusso rispetto a modelli di maggior prestigio.

La classe Lancia…che purtroppo, ahimè, non esiste più.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES Marco Zanovello

Fotografie:  Marco Zanovello – Vietata la riproduzione senza autorizzazione scritta.

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