LE SIGNORE DEL MARE

Imperia celebra i trent’anni delle “Vele d’Epoca” con una tappa del Panerai Classic Yachts Challenge.

A Porto Maurizio i primi raggi di sole illuminano i legni delle barche attraccate alla banchina in attesa del risveglio degli equipaggi. Il vento non soffia ancora e loro ondeggiano tranquille con gli ottoni che riflettono tanto sono tirati a lucido.

Vista yacht classici banchina Imperia

Dal 7 all’11 Settembre il circuito internazionale Panerai porta ad Imperia imbarcazioni con un’eleganza d’altri tempi. Luigi Rognoni, Consigliere di Assonautica e velista mi parla del successo della manifestazione.

Luigi Rognoni

“Festeggiamo un anniversario importante del raduno pensato da Pier Franco Gavagnin nel 1986. Questa è l’edizione numero 19, dato che la cadenza è biennale e siamo fieri di essere un appuntamento di prestigio nel panorama degli yacht classici nel Mediterraneo. Basti dire che è una delle tappe maggiormente frequentate del Panerai Classic Yachts Challenge insieme ad Antibes e Cannes.”

Quali tipi di barche si ammirano ?

“La scelta è vasta con esemplari che vanno dal 1892 al 1987. Fra i partecipanti nascono sfide a livello agonistico, ma anche nell’estetica e nei restauri. Fra le più quotate nella categoria Epoca c’è il Moonbeam IV, del 1914 con progetto di William Fife, diventata famosa perché vi passarono la luna di miele il Principe Ranieri e Grace Kelly.

Il Principe Ranieri e Grace Kelly su MoonBeam IV

Le Classiche hanno diverse suddivisioni con barche molto interessanti come Il Moro di Venezia ritenuta fra la più moderne nonostante sia del 1976. Grazie al regolamento quest’anno avremo anche Kookaburra III che ha fatto l’America’s Cup nel 1987.”

Il Moro di Venezia

Quali innovazioni hanno modificato aspetto e manovra nel tempo?

“L’armo è la principale differenza fra prima e dopo il 1930 ossia la tipologia di alberi e vele. Negli anni antecedenti il 1930 le barche avevano un armo chiamato aurico con la vela trapezoidale. Successivamente ha iniziato a diffondersi il tipo Marconi o Bermudiano con le vele triangolari. Sul Moonbeam III e IV si vede la vela a trapezio fra il boma ed il legno superiore, detto picco.
Picco e boma

Dagli anni ’30 in avanti si sono studiati nuovi scafi cambiando volumi e forme. Fra il 1940 ed il 1950 c’è stato un boom di disegni originali fra cui spiccano quelli degli statunitensi Sparkman & Stephens che hanno creato esemplari bellissimi ed incredibilmente veloci.

Dopo il 1970 l’evoluzione è nei materiali con realizzazioni in alluminio molto leggere. L’uso del carbonio si diffonde nel 1980 e si giunge ad un apporto tecnologico pari ad altri sport dove è coinvolto un mezzo, come motociclismo ed automobilismo.”

Cordame

Qual è il fascino del legno?

“Il legno se è mantenuto bene è pressoché eterno mentre il metallo o i materiali compositi non lo sono. Fra cent’anni, immagino probabile trovare a regatare ancora qualcuna di queste barche piuttosto di quelle moderne che normalmente spariscono dopo 10-15 anni. Magari vanno in crociera, ma perdono un certo tipo di fascino contrariamente al legno.”

Comandante Terzilio Gazo

Il comandante Terzilio Gazo, Ilio per tutti quelli che lo conoscono, è un personaggio noto per la sua esperienza acquisita su yacht da 15 a 63 metri, vele e motore, fra Caraibi, New England, Maryland, Canada e parte del Pacifico.

Mariette

Quale barca ha un passato da raccontare  ?

“Tutte hanno storie speciali. Cito Mariette perché è una gran barca progettata dall’americano Nathanael Herreshoff, soprannominato mago di Bristol. Si è aggiudicata moltissime regate e per un certo periodo l’ha portata Erick Pascoli, uno dei primi navigatori solitari e mio carissimo amico, con il quale ha vinto diversi trofei. E’ uno schooner con vele auriche ed ha la caratteristica di essere sempre stata conservata bene.”

Vele d'Epoca di Imperia 2016

In generale il design si è trasformato in base a quali fattori?

“La conformazione naturale ha influenzato le due maggiori filosofie di costruzione. In Inghilterra non ci sono problemi di fondali e le loro barche erano strette e profonde, mentre gli americani disegnavano barche più larghe ed in proporzione meno profonde dato che da loro esistono anche considerevoli maree. Un ulteriore elemento era il lavoro a cui erano destinate come i pilot cutter usati per trasportare i piloti a bordo.”

Emilia Yacht

Per tutto il week-end sarà possibile ammirare queste regine del mare. La classifica provvisoria, a giovedì 8 settembre, vede il Moonbeam IV in testa nelle BigBoat, Il Moro di Venezia nei Classici Modern. Emilia e Kookaburra guidano rispettivamente la classe Epoca Marconi 3 e la Spirit of Trad.

Sulla nostra pagina Facebook e sul canale YouTube trovate il video girato ad Imperia.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES

Immagini e video: Simona Braga

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