LIGABUE: LE LUCI IN MONDOVISIONE

Jo Campana luci per Mondovisione Tour di Ligabue

Le luci di Jò Campana danno forma alla tournée di Ligabue dai palasport agli stadi.

Mondovisione 2014 è un tour sanguigno, un ritorno al primissimo Ligabue quando per assistere ai suoi concerti ci si perdeva nei campi e la nebbia era un effetto naturale. Jò Campana ha creato un concept senza aggiunte di video per evidenziare l’impatto della luce come unica esperienza visiva. Il lighting plot esalta il rocker purosangue e la performance della band alternando potenza e geometrie luminose.

Jò Campana Disegno Luci per Mondovisione Tour di Ligabue

Come nasce questo ritorno alla provincia di Ligabue?

“Rientra in un discorso più ampio dal punto di vista della comunicazione. L’ultimo album è intitolato Mondovisione e Luciano ha pensato di strutturare il progetto su più livelli, cominciando dalle piccole città di provincia (non a caso si è partiti da Correggio, casa sua) per poi ampliarsi quest’estate negli stadi, con un’ipotesi futura di qualche puntata all’estero. Un modo per cercare di essere trasversali, per abbracciare diverse realtà di pubblico e per dimostrare che in fondo, nell’epoca della globalizzazione, delle interconnessioni planetarie e dei social-network, Correggio e New York possono risultare distanti anni luce o contigue e similari, dipende solo attraverso quale lente si osserva il panorama e da quale punto di vista si analizza la questione.”

 

Quali fari hai scelto e quali caratteristiche ha il rig?

Aggressività e tracciabilità, pesi ed ingombri contenuti, queste sono le priorità con cui ho scelto la tipologia di motorizzati.

Per la prima volta ho deciso di non utilizzare nessun faro della famiglia spot o profile, preferendo puntare su Clay Paky Beam 700, sugli Sharpy e su un prodotto di recente fabbricazione che ho specificatamente richiesto per la loro versatilità e resa luminosa, i Robe Pointe® di cui sono estremamente soddisfatto. Il parco macchine comprende anche delle Atomic, 14 Mac2000-XB con lente PC per conferire una resa ulteriormente punchy a tutto il quadro e due follow-spot con una mezza conversione calda che lavorano per la maggior parte del tempo su Luciano, sganciandosi sui musicisti nel caso di assoli particolarmente significativi.”

Che cosa distingue il fondale ed il front?

“Il fondale è molto crudo, grazie all’elemento del Layher a vista è essenziale e nello stesso tempo di forte impatto scenico. I frontali sono al minimo sindacale con 12 Beam 700 che uso sempre frostati.

Gabbie di Luce - Showtechies Mondovisione Tour 2014

Quest’anno, più che in passato, lavoro molto con il controluce accentuando l’effetto outline o sagoma. Oltre ai 20 Sharpy sparsi per l’impianto, ho customizzato 10 gabbie posizionate in modo tale da formare un muro di luce dietro la band. Ogni struttura contiene 2 Pointe®, 2 Beam 700, 2 DWE e un’Atomic.”

Il tour si evolverà passando dalla provincia agli stadi, dall’Italia ad un probabile sviluppo all’estero. Quali modifiche apporterai?

“Dalla fine di maggio partirà, dall’Olimpico di Roma, la tranche degli stadi e la struttura sarà totalmente diversa, sia dal punto di vista concettuale, sia come tecnologie. Uno spettacolo per 60.000 persone in outdoor ha bisogno di un diverso approccio tecnico e stilistico rispetto a quello che stiamo attuando per 1500 persone in piccoli palasport.

Ci stiamo lavorando in contemporanea a queste date avendo tempi di progettazione e di realizzo piuttosto lunghi, con la necessità di accurate verifiche in fase di ingegnerizzazione. Per quanto riguarda la scaletta cambierà sicuramente qualcosa, ma sono piuttosto allenato visto che già adesso Luciano è solito proporre un paio di nuove canzoni ad ogni concerto, rimescolando spesso l’ordine di apparizione.”

Luci di Jò Campana per Mondovisione Tour 2014 Ligabue

Come rispondi ai momenti d’improvvisazione di Ligabue?

“Ogni sera ci sono due new-entry, ma dopo l’approvazione del pomeriggio Luciano è molto metodico rispetto alla scaletta ed ai parlati.

In fase di programmazione ho montato tutti i brani sulla GrandMA in rigorosa modalità ‘cue-list / macro’ a cui mi affido fedelmente, lasciando ampio spazio agli interventi manuali di Atomic e DWE con cui sottolineo spinte dinamiche ed il coinvolgimento del pubblico.”

Accostamenti cromatici di Mondovisione - Showtechies

Quali sono state le collaborazioni artistiche che ti hanno maggiormente influenzato?

“Nel 1987 ho iniziato come tecnico di palco e backliner in un tour di Vasco Rossi e dopo 25 anni di carriera posso dire di aver avuto molte frequentazioni importanti. Per restare nell’attualità è chiaro che collaborare con un artista come Ligabue mi ha dato la possibilità di operare in contesti prestigiosi, come le date alla Royal Albert Hall di Londra o all’Arena di Verona con un’orchestra sinfonica.

Ricordo anche con particolare piacere il lavoro che ho fatto per Sting nel concerto che ha tenuto a Milano nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie in un progetto di musica rinascimentale del ‘600 con liuti e strumenti d’epoca.

Come influenza musicale ho una forte matrice di stampo rock e come riferimenti professionali ti cito Leroy Bennett ed Andi Watson che hanno una personalità ed uno stile sempre un passo più avanti di quello che ti aspetti.”

Jò Campana - Mondovisione Tour 2014 nei Palazzetti

Per Jò Campana quali caratteristiche deve avere un disegno luci rock?

“Discorso moooolto ampio e difficilmente sintetizzabile. Ci provo: innanzitutto bisognerebbe delineare quali sono i parametri per cui poter definire un concerto rock ed il conseguente lighting plot.

Per il tour di Mondovisione ho scelto di percorrere una determinata strada non solo per questioni artistiche, ma anche per adattare l’aspetto logistico al calendario piuttosto serrato.  Si entra la mattina alle 8:00 con il palco e all’ora di pranzo deve esserci il sistema operativo e funzionante per consentire il montaggio del backline.

Per tornare alla domanda, ti confesso che per me non esiste un disegno luci più o meno rock. Esiste un modo per contestualizzare coreograficamente un certo tipo di proposta musicale con delle idee scenografiche che hanno il dovere di essere inserite in maniera coerente ed armonica all’interno del progetto, esiste un metodo di approccio al lavoro che deve essere funzionale e pertinente. Poi è fondamentale la fase esecutiva per rendere queste idee al meglio delle loro potenzialità.”

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES

Foto di: ROBERTO PANUCCI

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