MUVIR: MUSEO VIRTUALE DELLE BANCHE ITALIANE

L’ABI ha presentato un progetto che rinnova il ruolo delle banche nella promozione culturale con la creazione di un percorso digitalizzato tridimensionale.

Le esposizioni si servono della tecnologia per coinvolgere i visitatori in nuovi scenari. L’Associazione Bancaria Italiana ha avviato un’iniziativa per la condivisione del patrimonio artistico conservato dalle Banche, oltre 300.000 opere che saranno disponibili in un museo virtuale senza orari e distanze per moltiplicare la fruibilità.

Portale Muvir

Il Dottor Giovanni Porcari, progettista culturale dell’Ufficio Rapporti Istituzionali dell’Abi, ci illustra le diverse fasi del work-in-progress.

“L’idea è partita due anni fa ed è l’evoluzione di una quadreria online potenziata dalle possibilità offerte dalla crossmedialità e dalla virtual reality per un’esperienza all’avanguardia. ll primo passo ha visto la partecipazione del gruppo di lavoro interno formato da colleghi che seguono eventi e manifestazioni come “Invito a Palazzo” che ad ottobre apre gratuitamente al pubblico le sedi degli istituti associati.

Non volevamo pacchetti pre-confezionati ed abbiamo accolto le proposte di Digilab – Università La Sapienza di Roma e del Consorzio Cineca di Bologna che ci hanno aiutato a gestire l’implementazione tecnologica insieme a 3D ArcheoLab e  SPQwoRk. ”

Quali metodologie avete adottato?

“Abbiamo cercato di capire cosa fare per recuperare il patrimonio già digitalizzato coordinando gli standard con le piccole realtà che hanno archivi su sistemi interni. Abbiamo quindi chiesto ai colleghi lo sforzo di riacquisire in alta definizione dando un formato minimo che per le immagini è il Full-HD.”

Galleria quadri Virtuale

Com’è composto il Muvir?

“L’infrastruttura è caratterizzata da tre elementi: il Repository dove si catalogano le opere che risiedono sui server Cineca, il Portale che costituisce la parte comunicativa dove si mostrano gli oggetti che vengono concatenati in percorsi e la Virtualizzazione che è uno spazio tridimensionale allestito con le preferenze selezionate dall’utente.”

Com’è nata la collaborazione con Adam Lowe?

“Generalmente un oggetto digitalizzato è bidimensionale, in pratica è una fotografia, ma un quadro diventa 3D per mezzo della scansione laser. In questa fase abbiamo coinvolto la Factum Foundation di Adam Lowe a Madrid che promuove l’accesso alle opere d’arte con approcci visivi innovativi. Alcuni manufatti sono stati scansionati con il Lucida 3D Laser Scanner che ha originato immagini in alta risoluzione delle superfici registrandone anche i rilievi.

Lucida 3D Laser Scanner Muvir

Il MuVir non è una semplice visualizzazione, ma una condivisione dinamica di un museo disseminato sul territorio i cui beni diventano consultabili, scaricabili e stampabili con dispositivi di ultima generazione. Questo per noi vuol dire far entrare l’arte nel futuro.”

Quali caratteristiche avrà lo scenario?

“Il problema della virtualizzazione è creare un modulo base che possa crescere all’infinito a seconda del numero degli oggetti. C’interessava avere un collegamento visivo legato al mondo reale con dei parametri di riferimento quali l’altezza della stanza, le texture di pavimenti e pareti, l’eventuale cornice, le dimensioni delle opere e dei cartellini descrittivi.

Scultura 3D

Inserendo da 1 a 5 tele ho uno spazio quadrato-rettangolare che assume una forma a T moltiplicandosi in più moduli attraverso la matematica dei frattali con combinazioni random e progressive per contenere tutti gli elementi. Il profilo a T è stato scelto per dare profondità in lunghezza con posizionamenti a destra e sinistra.

Quali aspettative avete?

“Quando saremo a regime, fra qualche anno, arriveremo a digitalizzare circa 300.000 opere. La prima sfida riguarda l’Ottocento ed il Novecento che prevediamo d’inaugurare nella tarda primavera del 2016 con quadri di PicassoBoccioniCapogrossiFontana e molti altri. Attualmente stiamo processando sculture e dipinti a cui seguiranno monetearazzi e ceramiche.

Selezione Dipinto MuVir

Alla giornata di presentazione ufficiale del progetto, tenutasi a Roma il 25 novembre scorso, hanno partecipato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini ed il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci. Il nostro presidente ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa che rilancia la figura del “banchiere umanista” ed è al tempo stesso un segno di fiducia nella ripresa dopo anni di crisi. Il ministro Franceschini ha parlato della possibilità di esposizioni forse alla Venaria Reale ed il dottor Paolucci ci ha fatto riflettere sull’importanza dell’editoria bancaria nel campo dell’arte. Molti libri sono stati pubblicati grazie al finanziamento di piccole e grandi realtà che hanno valorizzato le ricchezze del territorio. Il prossimo passo sarà la costituzione di un comitato scientifico per immaginare i futuri sviluppi.”

L’ingegner Antonella Guidazzoli del VisIT in Cineca ci spiega le tecnologie impiegate insieme ad alcuni componenti del suo vasto gruppo di lavoro, fra cui Luigi Verri (ICT Specialist), Daniele De Luca (CG Generalist) ed Antonio Baglivo (Freelance Computer Scientist).

“Cineca è un consorzio di calcolo per Università e Centri Ricerca. Il nostro supercalcolatore ha una potenza di 2 PetaFLOPS e risolve le equazioni che modellano un fenomeno come un nuovo farmaco o le previsioni meteo. Il nuovo calcolatore, Pico, è invece dedicato alla gestione e all’analisi dei big data.

In questo contesto nasce il laboratorio di grafica con l’obiettivo di mettere a disposizione dei ricercatori degli strumenti che aiutino ad esaminare meglio i dati delle simulazioni. Per noi la grafica fa da ponte fra la ricerca e la comunicazione con il pubblico. Lavoriamo con creatività anche in ambiti non tradizionali pur curando molto l’aspetto filologico. A metà degli anni ’90 ricordo una consulenza al processo in seguito all’incidente mortale di Senna in cui elaborammo le informazioni disponibili sincronizzando tutte le fonti video.

L'etrusco Apa

Un’altra realizzazione originale è un filmato di 14 minuti dove si condensano 2700 anni di storia bolognese vista attraverso un simpatico personaggio 3D, l’etrusco Apa che ha la voce di Lucio Dalla. Sempre per Bologna abbiamo gestito la piattaforma con i modelli 3D dei portici candidati come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco catturando l’interesse dei cittadini con l’hashtag #Portici.”

Di cosa vi siete occupati per il MuVir?

“In questo progetto è fondamentale avere tutto il materiale catalogato. Antonio Baglivo ha organizzato il prelevamento dei dati di una ricerca all’interno di una digital library trattando poi la visualizzazione in una galleria virtuale. Ogni media ha le sue necessità, l’importante è adattare i contenuti ai diversi dispositivi che vanno dai cellulari alla possibilità d’includere visori immersivi come Oculus o Google Cardboard.”

Quali strumenti avete usato?

“Per prima cosa abbiamo caricato i metadati su Codex che è un sistema sviluppato da Cineca per conservare, gestire e mostrare sul web delle informazioni preservandone l’integrità. L’implementazione della Digital Library è curata dai colleghi di Milano.

Il rover Curiosity della Nasa

La nostra filosofia è quella di usare programmi open come Blender per massimizzare la condivisione e l’aggiornamento costante. Per questo progetto abbiamo sfruttato la potenza di Blend4Web che consente di creare computer grafica 3D interattiva senza installare plugin. La Nasa per festeggiare il rover Curiosity su Marte ha utilizzato questo framework per un’applicazione web dove gli utenti muovono il cingolato controllando le camere ed il braccio robotico. ”

Quale modalità di allestimento avete previsto?

“Abi ci ha fornito un documento dove si proponevano determinate suggestioni che abbiamo ricreato insieme al Dottor Porcari cercando di rispettare dei canoni di buona museografia.

Ci siamo ispirati al Guggenheim ed al Barcelona Pavilion dell’Esposizione Universale del 1929. In particolare abbiamo prestato attenzione al contrasto fra i materiali della galleria passando dal freddo del marmo al calore del parquet per rendere più reale il movimento e diminuire la sensazione di finzione che si avrebbe in luoghi totalmente asettici. Anche luci ed ombre hanno contribuito ad influenzare la percezione della scena con una certa uniformità di luce ambiente, sorgenti con profili IES per rendering fotorealistici ed ombre dipendenti dai quadri con precalcoli che velocizzano il sistema.”

Barcelona Pavilion di Ludwig Mies van der Rohe

Quali interazioni avete inserito?

“Le stanze si compongono in maniera dinamica e modulare con la navigazione comandata da movimenti punta e clicca.  Luigi Verri si è occupato della logica all’interno dello spazio fra gli spostamenti della camera e degli utenti. I visitatori possono percorrere l’interno di una sala, cliccare su un quadro e vederlo in dettaglio, visionare le didascalie con i metadati e scegliere se spostarsi da una tela all’altra in Vista Galleria.”

Didascalie con metadati

Lei ed il suo gruppo trasmettete grande entusiasmo e competenza. Quali professionalità sono maggiormente ricercate nel vostro ambito?

“Ospitiamo spesso studenti iniziandoli alle tecniche di ricostruzione e modellazione. In questo campo c’è bisogno di figure interdisciplinari specializzate e sono orgogliosa che molti nostri ragazzi siano apprezzati anche all’estero.”

La conoscenza di un sito o di un museo può essere facilitata dalle esplorazioni virtuali accessibili dai computer e dalle smart TV come porte aperte all’interazione tridimensionale o semplici cornici per esposizioni personali dei nostri artisti preferiti. Spazio all’edutainment.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES – Simona Braga

Foto di:  ABI – VIDEO DI LANCIO MuVir Fonte ABI – CINECA – NASA – Si ringrazia per la collaborazione la Dottoressa Patrizia Coluccia di Cineca.

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