NEW HORIZONS VICINO A PLUTONE

Martedì 14 luglio 2015, alle 13.49 ora italiana, la sonda New Horizons passa a soli 12.500 km da Plutone riprendendo immagini e dati in sconosciute regioni del nostro sistema solare.

Il 14 luglio del 1965 il Mariner permetteva l’esplorazione di Marte. Esattamente dopo 50 anni si completa l’osservazione spaziale con la più veloce navicella costruita dalla NASA che volerà vicino al misterioso e ghiacciato pianeta nano.

Vista dell'inverno di Plutone

Lo storico viaggio è partito il 19 gennaio del 2006 da Cape Canaveral ed ha percorso l’incredibile distanza di 4,828 miliardi di chilometri.

Il 28 febbraio del 2007 New Horizons ha transitato fuori dall’orbita della più grande luna di Giove, Callisto, approfittando di un rilancio gravitazionale che ha fatto risparmiare dai tre ai cinque anni di percorrenza. Nel periodo 2007-2014 la sonda è stata ibernata dando però segnali una volta alla settimana per assicurare che tutto funzionasse.

New Horizons struttura

A dicembre del 2014 si è risvegliata definitivamente preparandosi all’importante incontro ed alla mole di lavoro che proseguirà fino al 2020.
La navicella ha le dimensioni di un piccolo pianoforte essendo alta 0,7 metri, larga 2,1 m ed ampia 2,7 m con un peso di 478 kg inclusi 77 kg di propellente ad idrazina e 30 kg di sofisticate tecnologie.
Tecnologie a bordo di New Horizons
La dotazione comprende sette apparecchiature assemblate appositamente per resistere alle temperature estreme con ingombri e consumi contenuti. Alice è uno spettrometro di 4,5 kg sensibile ai raggi ultravioletti progettato per rilevare la composizione dell’atmosfera del nano pianeta e della sua più grande luna, Caronte.
Ralph, dal peso di 10,3 kg, rappresenta gli occhi della sonda ed ha il compito di studiare la geologia e la morfologia. Ralph ha quattro camere a colori e tre in bianco e nero all’interno del Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) oltre ad uno spettrometro ad infrarossi chiamato Linear Etalon Imaging Spectral Array (LEISA). Un telescopio ad alta risoluzione consente la ripresa d’immagini che serviranno anche per ricostruire la topografia. Data la distanza dal Sole, LEISA è straordinariamente sensibile per lavorare con livelli di luce 1000 volte più deboli della luce diurna sulla Terra e 400 volte inferiori alle condizioni di Marte.
Ralph
REX (Radio Science Experiment) pesa solo 100 grammi e permette di registrare la temperatura, la pressione sotto la superficie aiutando a determinare la massa e la densità di Plutone e Caronte.
Generalmente queste misurazioni avvengono inviando un segnale dalla navicella attraverso l’atmosfera del pianeta fino alla Terra (downlink radio experiment). Questa è la prima volta che si usa un segnale dalla Terra perché la New Horizons è così distante e si muove talmente veloce che è necessaria un’antenna molto potente (uplink).
La sonda New Horizons
SWAP (Solar Wind at Pluto), di 3,3 kg, è lo strumento che rileva le interazioni con il vento solare mentre PEPSSI (Pluto Energetic Particle Spectrometer Science Investigation), di 1,5 kg, è uno spettrometro compatto di particelle che cercherà atomi in fuga dall’atmosfera di Plutone.
LORRI (Long Range Reconnaissance Imager), di 8,8 kg, è una sorta di fotocamera digitale con un obiettivo telescopico da 20,8 centimetri.
SDC (Venetia Burney Student Dust Counter) di 1,9 kg, è stato disegnato dagli studenti dell’Università del Colorado per trovare microscopiche particelle di polvere prodotte dalla collisione fra asteroidicomete ed oggetti della cintura di Kuiper.
Tempistiche missione
L’avvicinamento avverrà ad una velocità di circa 14 km per secondo, mentre le informazioni di ritorno verso la Terra impiegheranno 4 ore e 25 minuti e ci vorrà più di un anno per scaricare l’immenso lavoro esplorativo.
Plutone e Caronte
Plutone è stato scoperto nel 1930 dall’astronomo americano Clyde Tombaugh ed una parte delle sue ceneri è stata messa nella sonda. Negli anni ’50 l’astronomo Gerard Kuiper propose la teoria che Plutone fosse l’oggetto più luminoso di una serie di corpi orbitanti oltre Nettuno. Nel 1978 si scoprì la prima luna, Caronte, le cui dimensioni sono talmente grandi da aver fatto pensare ad un doppio pianeta. Le altre quattro lune sono: Idra, Notte, Stige e Cerbero.
Nel 1992 David Jewitt e Jane X. Luu trovarono il primo corpo celeste in una vasta regione denominata Cintura di Kuiper piena di migliaia di oggetti che hanno ridimensionato il ruolo di Plutone ufficialmente retrocesso a nano pianeta dall’Unione Astronomica Internazionale, il 24 agosto del 2006.
Le lune di Plutone
Il programma spaziale costato 720 milioni di dollari offre l’opportunità di studiare la cosiddetta “Terza zona” al di là dei pianeti rocciosi (Mercurio, Venere, Terra e Marte) e dei giganti gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno). Un’area di oltre 100.000 mondi miniaturizzati.
Nano pianeti
La Cintura di Kuiper è una sfida che arriva alle origini del sistema solare congelato in frammenti che nascondono preziose informazioni. In particolare gli scienziati ricercano cosa abbia apparentemente alterato la massa. Attualmente esistono diverse ipotesi che comprendono la formazione di Nettuno e l’influenza gravitazionale di pianeti embrioni espulsi da Urano e Nettuno. Suggestive teorie che attendono verifiche grazie ai dati raccolti da quest’incredibile missione.

Sul canale video della NASA è possibile seguire il passaggio ravvicinato e vivere l’emozionante momento che porta una tecnologia umana ai confini di quanto finora conosciuto.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES

Foto di: NASA – JOHNS HOPKINS UNIVERSITY APPLIED PHYSICS LABORATORY/SOUTHWEST RESEARCH INSTITUTE (JHUAPL/SwRI)

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