RAY HARRYHAUSEN: IL TITANO DELLA STOP MOTION

Una mostra alla Scottish National Gallery of Modern Art fa rivivere le creature di un artista degli effetti speciali che ha influenzato Tim Burton, Peter Jackson, George Lucas e Steven Spielberg.

Scheletri di Harryhausen in Gli Argonauti

Ray Harryhausen nasce a Los Angeles il 29 giugno 1920. Dopo aver visto King Kong (1933) dove Willis O’Brien utilizza la stop motion per animare il pupazzo articolato del gorilla inserendolo con gli attori, Harryhausen decide di studiare Cinematic Arts all’ Università della California del sud insieme a fotografia, editing e scultura.

Ray Harryhausen

O’Brien mescola diverse tecniche fra cui retroproiezione, scenografie miniaturizzate e per la prima volta riprese con uno schermo blu sullo sfondo, Harryhausen prosegue il lavoro di ricerca includendo i mini-personaggi nelle inquadrature. In pratica retroproietta, frame by frame, le immagini reali su uno schermo davanti al quale è collocato un pannello di vetro con in mezzo il modellino. Ad ogni immagine modifica la posizione del manichino consentendo agli spettatori di vivere l’illusione del cinema.

Harryhausen inventa anche la definizione Dynamation, un neologismo che associa dinamica ed animazione.

Locandina Il 7° viaggio di Sinbad

Dal 1949 al 1981 questo maestro degli effetti speciali appassionato di mitologia crea alcune delle opere più originali nel campo dell’animazione. Nel 1958 firma uno dei suoi capolavori, Il 7° viaggio di Sinbad con la regia di Nathan Juran, con una memorabile “fluidità” nella battaglia fra il protagonista ed uno scheletro animato, scena che sarà replicata ed ampliata in Giasone e gli Argonauti dove gli scheletri sono un drappello.

Bozzetto per Sinbad di Ray Harryhausen

Il talento di Harryhausen unisce l’ispirazione tratta dalle incisioni del francese Gustave Doré con la capacità di architettare nuove soluzioni con la cinepresa, come anticipato dal pioniere degli effetti speciali George Méliès.

Nel 1961 partecipa all’adattamento cinematografico de L’isola misteriosa, dal romanzo di Jules Verne. L’anedottica legata al film ricorda che il granchio “gigante” fu acquistato al reparto alimentari dei celebri magazzini Harrods di Londra.

Medusa di Harryhausen per Scontro fra Titani

Il suo ultimo lavoro è “Scontro fra Titani” del 1981. L’animazione è alle porte di un cambio epocale con la computer grafica, ma Harryhausen in un’intervista sottolinea che “rendendo troppo reale un film di fantasia, si rischia di perdere la poesia.” Gli effetti visivi a computer (VFX) prendono il posto della scultura e dei disegni su carta, ma la stop motion è ancora usata in titoli di successo come La sposa cadavereGalline in fugaShaun vita da pecora.

Galleria Nazionale Scozzese di Arte Moderna edificio Due

Harryhausen muore a Londra il 7 maggio 2013. Nel 2020 ricorre il centenario della nascita ed i festeggiamenti prevedono una mostra alla Galleria Nazionale Scozzese di Arte Moderna edificio Due, a Edimburgo, dal 24 ottobre fino al 5 settembre 2021.

L’esibizione è la più grande esposizione di materiale proveniente dalla fondazione Ray & Diana Harryhausen che si stima preservi circa 50.000 oggetti come armature, modellini, calchi, negativi, foto, copioni, testi, libri, pitture e litografie, fra cui opere di Gustav Doré, John Martin e Willis O’Brien.

INFO: Ray Harryhausen | Titan of Cinema – National Galleries of Scotland, 73 Belford Road, Edinburgh.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © 2020 SHOWTECHIES

Immagini: THE RAY AND DIANA HARRYHAUSEN FOUNDATION – NATIONAL GALLERIES OF SCOTLAND

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