ROMEO E GIULIETTA, AMA E CAMBIA IL MONDO

Il principe di Verona

Proiezioni efficaci, mappate su superfici mobili, ricreano la Verona dei Montecchi e dei Capuleti in un crescendo di emozioni.

Romeo e Giulietta è la storia d’amore per eccellenza, contrastata, passionale e con un tragico finale. La produzione firmata David Zard ha portato in scena un musical spettacolare dove l’azione prende vita grazie ai protagonisti, alle coreografie ed alle proiezioni ottenute con una nuova tecnologia, scelta dallo stesso Zard, per la precisione della mappatura dinamica.

Il video-design è stato curato da Gilles Papain autore di raffinate immagini. Dopo gli studi al Conservatorio, Papain impara a lavorare con la luce per l’Opera di Marsiglia, sua città natale, ma è con il prestigioso Balletto di Monte Carlo che inizia a creare scenografie video.

Grazie a Celine Dion entra in contatto con Franco Dragone famoso per alcuni importanti successi del Cirque du Soleil. Nell’atelier belga di Dragone incontra Giuliano Peparini, regista di Romeo e Giulietta, con il quale comincia una solida collaborazione.

Proiezioni in scena su pannelli 3x8 metri

È lo stesso Papain che ci spiega come ha impostato il lavoro.

“Giuliano mi ha descritto quello che voleva dandomi indicazioni accurate riguardo ai contenuti pur mantenendo una porta aperta ai nostri suggerimenti. A seconda del momento il video può proporre degli elementi chiave per la comprensione della drammaturgia, essere un semplice decoro virtuale o trasportare il pubblico in un universo onirico al servizio di qualcosa che ritengo primordiale: la storia. Gli spettatori non vengono a vedere un video-show, ma vengono a teatro!!!

La riuscita di un’immagine può derivare dal contrasto che crea rispetto all’azione scenica o dal fatto che mette ancora più in risalto gli eventi. Un altro successo è quello di far completamente dimenticare una proiezione di 35 metri di larghezza per 10 m di altezza.

Proiezioni in movimento

Dopo la supervisione delle grafiche, disegnate da Marie JumelinVincent Lemoigne Olivier Scheffer, si sono rielaborati i diversi elementi per renderli compatibili con il sistema di diffusione della società D/Labs di Parigi.”

Alessandro Roccaro, responsabile del set-up dei proiettori ed operatore video durante lo show, ci parla della regia video.

“Le grafiche sono coordinate dal software D’Fusion di D/Labs. Rispetto ad altri programmi che si occupano di mappature tradizionali su oggetti statici, questo sistema lavora in rete dialogando con l’applicativo delle movimentazioni. Il punto di forza è la precisione millimetrica e l’assoluta fluidità con la quale l’immagine si adegua, in tempo reale, alla superficie in base alla velocità di spostamento ed all’angolo di proiezione.

La sincronizzazione è resa possibile dagli encoder che generano un segnale per D’Fusion con i parametri necessari per il ricalcolo matematico delle variabili previste. Tutto è gestito da un semplice pc con Windows 7.

Il segnale arriva poi ai 6 video-proiettori Panasonic PT-DZ21K, da 20000 lumen, il cui posizionamento dev’essere perfettamente tarato con l’impianto luci progettato da Xavier Lauwers che ha pennellato la scena per non andare a sporcare le proiezioni.”

Romeo e Giulietta

Questo tripudio di immagini ha bisogno di una scena che non renda mai banale la visione. Il merito va alla scenografa Barbara Mapelli che ha ideato elementi modulari capaci di cambiare configurazione per inventare nuovi spazi. La famosa scena del balcone, ad esempio, è stata risolta attraverso l’inclinazione di una parete che prima separa i due giovani e poi si reclina fino a trasformarsi in una passerella per permettere a Romeo di salire alla pedana (balcone) di Giulietta.

“Non mi piacciono le scenografie troppo descrittive, preferisco lavorare su volumetrie mobili in grado di diventare qualsiasi cosa. Ho cercato di creare una scatola magica a totale disposizione della fantasia di Giuliano Peparini.”

Com’è riuscita a dare spazio alle videoproiezioni?

“Il mio obiettivo è stato quello di fondere le superfici con la tecnologia per non rischiare un effetto d’immobilità.

Volumi e proiezioni

L’impianto di base comprende due muri laterali che per me sono un segno della contrapposizione fra le due famiglie e delle pedane per dare la sensazione che anche dal basso possa svilupparsi un volume oltre che dalla profondità e dal fronte palco. La fase successiva è stata quella di spaccare il più possibile questa scatola scenica per consentire che immagini e luci arrivassero ovunque.”

Quali adattamenti ha previsto per la tournée? 

”Lavorando per il service Limelite ho acquisito il know-how tecnico necessario per gestire progetti facilmente ricollocabili. Le 16 pedane di 240 x 120 cm possono essere ridotte drasticamente di numero, allo stesso modo è fattibile aumentare o diminuire le misure delle pareti laterali che normalmente sono di 3 x 8 m di altezza.”

 Romeo e Mercuzio

Alla domanda di come si riesca a produrre oggi in Italia uno spettacolo così imponente, David Zard ha risposto che ogni lavoro gli costa qualche anno di vita, ma non si sente di fare come in Inghilterra dove le tournée sono ridimensionate rispetto alla piazza principale. Lui ama il pubblico e tratta tutte le città nella stessa maniera, ma vorrebbe trovare teatri con capienze adeguate ai grandi musical e non strutture con sedie scomode, spifferi e pessima acustica perché gli spettatori vanno rispettati.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES

Foto di: VALENTINO CROVARA PESCE

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