SEI MESI NELLA VITA DI UN POLITICO TRACCIATO

Malte Spitz è un politico tedesco che anni fa ha voluto verificare quanti dati conservasse la sua compagnia telefonica nel rispetto della direttiva dell’Unione Europea. Il file di 35.830 righe espone contatti, viaggi, abitudini di vita quotidiana che l’hanno portato a fare riflessioni ancora valide sull’uso degli strumenti di sorveglianza tecnologica.

Rete contatti Malte Spitz

La direttiva 2006/24/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006, riguardante la conservazione di dati generati o trattati nell’ambito dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, decretava l‘obbligo di memorizzazione da parte dei fornitori di determinate informazioni.

La legge stabiliva che le aziende telefoniche ed i provider, ossia le società per servizi di connessione ad Internet, dovessero mantenere i dati necessari per rintracciare e identificare la fonte di una comunicazione, incluse chiamate vocali, di messaggeria vocale, in conferenza e di trasmissione dati, i servizi supplementari (inclusi l’inoltro e il trasferimento di chiamata), la messaggeria e i servizi multimediali. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea sono elencati i casi. L’articolo 5 specifica le categorie da conservare.

Il periodo di archiviazione va dai 6 mesi a due anni.

Nel periodo dell’approvazione di questa legge, si era costituito un movimento popolare europeo a cui aderirono giornalisti, giuristi e molti cittadini che manifestarono in difesa dell’autodeterminazione nell’era digitale, contro la schedatura incondizionata.

A Berlino scesero in piazza circa 10.000 persone per chiedere libertà e non paura. I tedeschi sono particolarmente sensibili a quest’argomento avendo ancora vivo il ricordo della divisione in due della città con la repressione delle libertà civili grazie alla sorveglianza da parte di un corpo speciale abolito nel 1989, la Stasi della Repubblica Democratica Tedesca.

E’ difficile immaginare cosa voglia dire gestire i big data e soprattutto le informazioni ricavabili incrociando i dati. La conoscenza è potere, ma prima di tutto è business, un business atipico perché slegato dal mondo produttivo tradizionale.

Malte Spitz

Malte Spitz, un giovane politico tedesco classe 1984, decise di approfondire il discorso per capire cosa si sapesse della sua vita di libero cittadino.

Nel 2009, Spitz domandà alla sua società telefonica, la Deutsche Telekom, d’inviargli tutte le informazioni raccolte che lo riguardassero. Dopo diverse richieste senza risposta, si rivolse ad un avvocato arrivando ad un accordo: il file in cambio dell’annullamento della causa.

Nel frattempo la Corte Costituzionale tedesca aveva stabilito che la direttiva UE era anticostituzionale per la legge tedesca.

Spitz ricevette un cd contenente un file di 35.830 righe che riportava ogni attività esercitata telefonicamente o via internet. Come ha raccontato durante una TED talk, registrata ad Edimburgo (Scozia) a giugno del 2012, all’inizio ha metabolizzato la mole di dati per poi rendersi conto che quelle righe erano la sua vita.

Dati memorizzati da Deutsche Telekom su Malte Spitz

In collaborazione con Zeit Online e OpenData City ha creato un’infografica, anche animata, per aiutare a capire la dimensione del problema.

I dati, consultabili ancora oggi, mostrano a chi ha telefonato, quanto durava la telefonata, gli spostamenti, dove ha dormito, il tragitto del treno, dove si è recato in vacanza, quali hotel ha scelto, i ristoranti, quanto si è fermato nei vari luoghi, a chi ha scritto mail, sms, in pratica ricostruiscono ogni momento di quello che ha fatto.

La rete dei contatti di un solo individuo è già impressionante, ma mettendo insieme più persone si scoprono i nodi. Analizzando l’intera rete si capisce come le persone comunicano identificando i veri “influencer”, i referenti, i leader, le persone più contattate nella città, nella regione, nello stato. Volendo diffondere una certa idea, ad esempio un’abitudine al consumo, basterà agire sui nodi.

Spitz è riuscito a mostrare cosa vuol dire conservare i dati: sei mesi della sua vita trasformati da numeri ad informazioni facilmente comprensibili a tutti. Per il politico tedesco bisogna avere il coraggio di affermare il diritto all’autodeterminazione perché la privacy è un valore da difendere.

Il 9 novembre 1989, il governo della Germania dell’Est liberalizzò le visite a Berlino Ovest. Molti abitanti scesero in piazza ed iniziarono a scalare il muro per poi demolirne piccole parti. Dopo anni di separazione, i cittadini di Berlino erano di nuovo uniti. Spitz si è domandato “Nell’era della sorveglianza digitale sarebbe stato possibile?

Per dovere di cronaca, la Corte di Giustizia europea ha invalidato la direttiva 2006/24 ritenendola incompatibile con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e con la mancanza di proporzionalità nella ritenzione dei dati. I giuristi hanno sottolineato come il trattamento e l’archiviazione dei dati consenta di trarre precise conclusioni sulla vita privata dei cittadini europei, sulle loro abitudini, sui loro movimenti e sulle loro attività. Spetta ai singoli Stati recepire la normativa.

La non conoscenza della tecnologia espone le nostre vite allo strapotere delle BigTech, ma non è mai troppo tardi per cambiare le regole del gioco.

A questo link potete rivedere la conferenza Ted.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA – © 2020 SHOWTECHIES

Fotografie: Malte Spitz – TEDTALKS –

 

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