SILVER SPITFIRE WORLD TOUR

L’aereo della seconda guerra mondiale è stato restaurato, disarmato e riverniciato per mostrare la splendente livrea argentata che due piloti inglesi porteranno dal Nord America, fino all’Asia per poi ritornare in Europa.

Silver Spitfire World Tour

Il 5 agosto dall’aerodromo di Goodwood, nel sud dell’Inghilterra, è partito il tentativo di compiere il giro del mondo con uno Spitfire del 1943 pilotato da Steve Brooks e Matt Jones. La circumnavigazione prevede 87 tappe, soggette a possibili variazioni con l’aggiunta di Seul e di alcune città cinesi, per un percorso totale di circa 43.000 km in 4 mesi, con il rientro in Gran Bretagna l’8 dicembre.

Steve Brooks

Brooks ha comprato ad un’asta, quasi dieci anni fa, uno Spitfire ed insieme al collega Jones ha fondato la Boultbee Flight Academy dove organizzano corsi e voli per altri appassionati. Con quest’impresa si propone di far conoscere il profilo del velivolo simbolo di libertà durante la Battaglia d’Inghilterra.

Silver Spitfire in volo

Intercettore agile, il monoposto permise all’aviazione inglese di fronteggiare i temuti caccia Messerschmitt Bf109E della Luftwaffe.

La Seconda Guerra Mondiale cominciò con l’occupazione della Polonia con i carri armati. Quando nel 1940, il dittatore tedesco decise d’invadere la Gran Bretagna, i cieli divennero protagonisti. La Battaglia durò tre mesi con la Luftwaffe che trasferì nel nord della Francia circa 4.000 aerei, di cui 809 Bf 109E, ai quali Churchill oppose 292 Spitfires e 462 Hurricanes.

Il Supermarine Spitfire era superiore come maneggevolezza e negli anni fu migliorato nelle eliche e negli armamenti, ritenuti inizialmente scarsi. Il suo progettista, R.J. Mitchell, spinse al limite le caratteristiche ali ellittiche, disegnate da B. Shenstone, per avere una sezione sottile ed aumentare la velocità. Una moltitudine di varianti proseguirono per tutto il periodo bellico.

Ali ellittiche Spitfire

Data la scarsa potenza di fuoco dei suoi mezzi, la RAF (Royal Air Force) aveva imposto una formazione con 12 elementi di cui solo il primo poteva ricercare i nemici ordinando l’attacco, mentre ogni componente della squadriglia tedesca, composta da 12 o 16 aerei, era libero di agire nel proprio settore con una tattica sperimentata durante la guerra civile spagnola. Vista la supremazia tedesca, gli inglesi diedero alla formazione la possibilità di aprirsi. Le pesanti perdite però ridussero i tempi per il training e le cronache riportano come molti ragazzi, neanche ventenni, furono messi a bordo senza un adeguato addestramento.

I piloti inglesi combattevano “in casa”, mentre gli avversari dovevano volare di più per raggiungere la Manica, superare la contraerea e bombardare i principali obiettivi, fra cui Londra. Le morti fra i civili furono numerose, ma dopo la disfatta di Dunkirk, gli inglesi seppero resistere alle incursioni strategiche del nemico. In realtà i tedeschi stavano annientando le difese a terra, ma non se ne resero conto grazie al loro disorganizzato sistema informativo, mentre il Regno Unito poté contare su un efficiente coordinamento delle stazioni radar lungo le coste, Chain Home, sviluppato da Sir Hugh Dowding, comandante dei Caccia della RAF che segnalavano e filtravano le trasmissioni radio valutando la correttezza delle notizie.

Curiosamente a quest’epoca risale uno degli effetti più diffusi a livello illuminotecnico. I Pink Floyd furono i primi, durante i loro concerti, a collocare a terra potenti fari, originariamente i “padelloni” usati negli aeroporti, per dirigerli verso l’alto con un lento sventagliamento dei fasci luminosi. L’effetto richiamava volutamente il principale mezzo impiegato dalla contraerea per accecare i piloti nemici e negli anni ’70 molte persone rivivevano il senso di angoscia evocato dalla scena. Oggi alcuni tecnici non dosano questo tipo di scenografia luce, banalizzando il risultato.

Dei 20.000 Spitfire costruiti, ne sopravvivono circa 250, per la maggior parte conservati in Gran Bretagna, ma nel 2012 ne furono trovati 60, in Birmania, sotterrati in fosse a 10 metri di profondità.

Silver Spitfire acrobazia

Il Silver Spitfire impegnato nel giro del mondo ha MJ271 come numero di registro storico ed è un Mk.IX in alluminio lucido a cui è stata tolta la vernice di camuffamento e le armi per restituire la purezza del design. Costruito da Vickers Supermarine a Castle Bromwich ha numero di serie CBAF IX 970 ed il 24 ottobre del 1943 fu consegnato alla 33° Maintenance Unit della RAF a Lyneham. Durante la seconda guerra mondiale ha volato in Australia, Canada, Norvegia, Trinidad ed in patria per un totale di 51 missioni di combattimento.

Il viaggio è un’occasione per mostrare l’aspetto pacifico e speriamo anche la resistenza di velivoli privi di complicati sistemi elettronici, unicamente affidati all’esperienza di meccanici e piloti che li trattano con grande cura. Il main sponsor che ha contribuito a coprire i costi è l’International Watch Company (IWC), un’azienda svizzera produttrice di orologi di lusso.

A questo link potete verificare le tappe, con eventuali variazioni di percorso o di giorni, dello Spitfire che arriverà all’aeroporto Grottaglie di Taranto il 22/11/2019 con successivo scalo a Pescara, nello stesso giorno. Il giorno 23/11 è atteso a Genova da dove ripartirà per Nizza, in Francia, con una sosta fino al 25/11.

RIPRODUZIONE RISERVATA – ©2019 SHOWTECHIES Simona Braga

Foto di: BOULTBEE FLIGHT ACADEMY

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