SOFIA RIVELA LA STORIA DEL CIGNO

La nebulosa del Cigno o Omega è una delle formazioni più luminose della nostra galassia. Nuove osservazioni aiutano gli scienziati a capire l’evoluzione delle sue parti formatesi in tempi diversi.

Nebulosa del Cigno

Scoprire i segreti del Complesso del Cigno non è facile dato che si trova a circa 5.000 anni luce nella costellazione del Sagittario. Il suo centro ha oltre 100 giovani stelle massicce che potrebbero essere maggiori del Sole, ma le nuove generazioni sono avvolte da polvere e gas che le nascondono ai telescopi.

Boeing 747SP SOFIA NASA

SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy) è un Boeing 747SP modificato per trasportare un telescopio dal diametro di 106 pollici. Il progetto è una collaborazione fra NASA e l’Agenzia Spaziale Tedesca DLR insieme all’Università di Stoccarda.

NASA SOFIA FORCAST

Lo strumento ad infrarossi di SOFIA è chiamata FORCAST (Faint Object infraRed CAmera for the SOFIA Telescope) ed è in grado di superare le barriere gassose grazie alla Short Wave Camera (SWC), ottimizzata per le lunghezze con λ (Lambda) < 25 μm ed alla Long Wave camera (LWC), da 25 a 40 μm.

Le immagini di SOFIA rivelano le zone blu (20 microns) vicine al centro e le zone verdi (37 microns). Nove protostelle, mai viste prima sono state individuale nella fascia a sud. Le aree rosse (70 microns) rappresentano la polvere fredda rilevata dal Telescopio Herschel (ESA), mentre il campo bianco di stelle (3,6 microns) è stato registrato dal telescopio Spitzer (NASA) che smetterà di essere operativo il 30/1/2020.

I telescopi dalla Terra non riuscivano ad osservare le regioni blu e verdi in dettaglio perché era come se producessero immagini sovraesposte, mentre gli strumenti a bordo di SOFIA hanno messo in evidenza come il gruppo che assomiglia al collo del cigno si sia formato in tempi diversi. La parte centrale è la più vecchia, segue la zona nord dove la radiazione ed i venti stellari hanno disturbato il materiale impedendogli di collassare per formare una nuova generazione e la sud, più recente.

Per molto tempo, gli scienziati hanno pensato che le esplosioni di stelle chiamate supernovae fossero responsabili della formazione delle stelle, ma SOFIA sembra suggerire che siano i venti stellari a portare il materiale richiesto alle nuove stelle, un processo chiamato “feedback

SOFIA osservazione campo magnetico

Le stelle massicce, come la Nebulosa del Cigno, rilasciano così tanta energia da influire sull’evoluzione d’intere galassie, ma gli studi precedenti non erano abbastanza completi. SOFIA si concentra sulle lunghezze medio-lunghe dell’infrarosso ed è utile anche per capire il ruolo del campo magnetico nella costituzione del nostro universo e l’evoluzione chimica delle galassie.

RIPRODUZIONE RISERVATA – ©2020 SHOWTECHIES

Foto di: NASA – SOFIA SCIENCE CENTER

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1 Response

  1. Pinuccia ha detto:

    Di questi tempi è meglio guardare il cielo

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