TORRES QUEVEDO: TELEKINO E L’AUTOMA SCACCHISTA

L’inventore spagnolo ha creato macchine analogiche che utilizzano processi fisici, come impulsi elettrici, commutatori ed elettromagneti, per risolvere equazioni complesse ideando numerosi dispositivi innovativi , fra cui il primo telecomando a distanza, la funicolare ancora oggi funzionante sul Niagara ed il primo gioco degli scacchi “computerizzato”.

Leonardo Torres Quevedo con Lo Scacchista

A volte il destino è scritto in un nome. Leonardo Torres Quevedo era un genio, ma le sue invenzioni hanno talmente anticipato i tempi da rimanere praticamente sconosciute.

Nato il 28 dicembre del 1852 in Cantabria, regione a nord-ovest della Spagna, segue le orme del padre laureandosi alla Escuela de Ingenieros de Caminos, Canales y Puertos per poi lavorare nella società delle ferrovie che abbandona presto per intraprendere un viaggio in Europa alla scoperta delle recenti novità in ambito tecnologico.

Tornato a Bilbao, in Spagna, inizia ad inventare applicazioni in cui impiega: matematica, meccanica e fisica.

Nel 1887 brevetta una funicolare con vari cavi, per resistere all’eventuale rottura di uno dei fili grazie a dei contrappesi indipendenti. Dopo un’infruttuosa collaborazione con la Svizzera, interessata a questo tipo di trasporto per persone e cose, perfeziona la sicurezza ed ancora oggi i turisti in visita alle cascate del Niagara, dalla parte canadese, attraversano le due sponde con la sua funicolare, realizzata nel 1916 che vanta una campata di 580 metri.

Teleferica Torres Quevedo sulle Cascate del Niagara

Nel 1893 pubblica uno studio per risolvere equazioni algebriche attraverso mezzi meccanici.

Nel 1899 si trasferisce a Madrid. La sua fama si estende alla Francia, in particolare a Parigi, per merito dell’ideazione di un sistema che prende il suo nome, destinato a migliorare la struttura dei dirigibili. In quegli anni l’aerostato a motore vive il suo massimo sviluppo grazie alla velocità che permette di coprire anche le grandi rotte fra Europa e Stati Uniti. La principale distinzione è fra i rigidi di von Zeppelin e quelli semi-rigidi di Santos-Dumont. Torres Quevedo rende stabili i semi-rigidi con l’inserimento di una travatura longitudinale che separa le sacche dell’idrogeno, infiammabili, con membrane di contenimento. La società francese Astra li fabbrica in serie sfruttandoli durante la Prima Guerra Mondiale.

Il Telekino di Leonardo Torres Quevedo

Nel 1903 brevetta il primo telecomando a distanza, conosciuto come Telekino, dal greco tele “da lontano/distanza” e kino “movimento”. Nel porto di Bilbao si tiene il test di fronte ad una folla d’ingegneri, accademici e curiosi. Anche il re di Spagna, Alfonso XIII, nel 1905 assiste alla dimostrazione tenuta del telekino che dirige, da riva, una barca con due servomotori, all’elica ed al timone.

Nel 1912 presenta il robot scacchista (El Ajedrecista), il primo “computer” ante litteram che manovra gli scacchi con dei relè (commutatori a comando elettrico per la chiusura o l’apertura semiautomatica di un circuito, ndr). Il giocatore umano ha un solo pezzo, il re nero, mentre la macchina ha la torre ed il re bianco. Nel 1914 debutta all’Università di Parigi dove suscita scalpore.

Il dispositivo si limita al finale delle partite e non rispetta la regola delle 50 mosse, ma applica un semplice algoritmo in grado di opporre sempre la mossa corretta per battere il re nero con un segnale acustico che sottolinea il tentativo di una movimento errato.

Lo Scacchista di Torres Quevedo

Il figlio Gonzalo introduce, nella seconda versione, degli elettromagneti sotto la scacchiera ed una voce registrata che annuncia la vittoria con la classica frase “Scacco Matto”. E’ la prima volta che una macchina imita il comportamento umano. Si realizza il sogno di un automa dopo la truffa di Wolfang von Kempelen (1734-1804) che aveva girato alcune città europee con un presunto automa capace di giocare gli scacchi, il Turco, al cui interno si nascondeva però una persona.

Torres Quevedo è considerato il pioniere dell’Intelligenza Artificiale alla quale arriva ampliando il calcolatore analitico di Charles Babbage senza giungere ad applicare un linguaggio di programmazione teorizzato invece da Ada Lovelace che aveva intuito come matematica, simboli e lettere si traducano in una serie d’istruzioni ripetibili.

Lo spagnolo inventa anche diverse macchine per il calcolo come quella presentata nel 1893 all’Accademia delle Scienze di Madrid per radici di polinomi. Alla fine della sua vita, l’inventore si dedica all’insegnamento brevettando risorse utili per aiutare i docenti come un puntatore che genera un’ombra per evidenziare a distanza, macchine da scrivere e paginazione marginale per i manuali.

Torres Quevedo muore il 18 dicembre del 1936 e la violenza della guerra civile spagnola contribuisce forse all’oblio delle sue creazioni. Una stanza della Escuela de Ingenieros de Caminos, Canales y Puertos, a Madrid, conserva le sue ingegnose macchine che ben pochi visitatori hanno la possibilità di ammirare.

Fortunatamente il suo apporto alla tecnologia è stato valorizzato dall’esposizione virtuale di Google Arts & Culture dove si approfondiscono temi del passato, installazioni scientifiche come il CERN di Ginevra, ma anche collezioni d’arte e meraviglie architetturali come il tetto del Taj Mahal.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES 2019 Simona Braga

Immagini: Aerial Ferry of the Niagara Parks – Google Arts & Culture – Museo Torres Quevedo c/o Escuela de Ingenieros de Caminos, Canales y Puertos

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