VASCO NON-STOP

Una scenografia luci ricca di effetti per un concerto tirato che emoziona. 

Vasco Rossi Non-Stop 2018

A Torino, il pubblico del Blasco ha formato una coda chilometrica per entrare allo Stadio Olimpico in due giornate graziate dai temporali. Venerdì 1 giugno, alle 20.00, il prato era ancora da riempire per i rallentamenti provocati dai controlli che si sarebbero potuti ottimizzare con un maggior numero di check-point. I fan però hanno mantenuto la calma, forse anche per merito della birra e di qualche bottiglione di vino.

La lunga attesa è stata ripagata dallo show con Vasco che alterna rock a pezzi d’atmosfera. Il palco centrale, affiancato dalle torri laterali, ha un volume imponente ed automazioni che nascondono elementi a sorpresa di grande effetto. Un sofisticato sistema di tracciamento lucilaserfiamme e movimentazioni video completano il progetto ideato e gestito da Giovanni Pinna, uno dei più famosi light-designer italiani.

Giovanni Pinna light-designer

Che allestimento avete pensato per il tour 2018?

“Vasco ha richiesto una continuità con Modena Park. Alcune scelte sono diventate quasi una legge come il fatto che sappiamo di cominciare sempre con un po’ di daylight e che l’artista è uno che picchia forte soprattutto nei primi tre pezzi. E’ un momento importante e sono anni che opto per il bianco mostrando abbastanza dell’impianto, ma ci sono cose che si scoprono nel corso della serata.

Vasco su schermo a Torino

Tutti abbiamo notato, compreso Vasco che è un concerto diverso con frequenti cambi d’intensità rispetto alla solita scaletta. Si sale e si scende spesso e questo richiede molta energia a dimostrazione che il tempo per Vasco sembra non passare.”

Video e luci Vasco 2018

Quali caratteristiche ha il palco?

“Lo stage si estende per 70 metri con una copertura a 24m ed i proiettori a 20m. Lo sviluppo in altezza è notevole, ma funziona bene perché rompiamo l’uniformità del monoblocco con vari satelliti che si spostano coprendo la distanza fra pavimento e tetto.”

Stupido Hotel Vasco 2018

Quando i video si sovrappongono rivelano delle “gabbie” con dei fari appesi. Come s’incrociano gli elementi?

“In totale ci sono 10 schermi, di cui tre appaiati. Il principale ed i due laterali sono in realtà 6 schermi, ma all’inizio danno l’illusione di essere tre. Il centrale è un 18 x 5 che composto diventa 18 x 10, in pratica un 16:9, mentre i laterali da 12 x 6 si trasformano in 12 x 12.

Sovrapposizione schermi con pod Vasco 2018

video-pod misurano 6 x 4 x 2 metri e sono montati su un tracking system che consente di spostarli in profondità e verticalmente arrivando da upstage a sbalzo ad un metro fronte palco. Le opzioni sono molte, chiaramente nei primi 7 brani, li nascondiamo allineandoli per poi attivarli in numerose configurazioni.

Ogni pod ha 8 Clay-Paky Sharpy, 7 Robe MegaPointe ed 8 Spiider, 4 SGM Q7 e 4 P5, 12 ACME BL200W, ma dietro alle mattonelle video see-throughPRG PLED con passo 8mm, c’è un allestimento composto da circa 50 motorizzati, una trentina di strobo ed i LED. Un altro richiamo sono i telai in alluminio con la cornice LED che a Modena erano la base del mio controluce ed ora sono riproposti per tutta l’altezza e la larghezza del palco.”

Movimentazioni pod con fari Vasco Non-Stop 2018

Mi piace l’eleganza della struttura del tetto e dei frame. Ci racconti la funzionalità dei posizionamenti?

“Ho disegnato delle cornici che Campora, di Botw, ha costruito per avere delle misure particolari di 7,20 x 2 metri di altezza. Una dimensione adatta alla giusta equidistanza dei proiettori che ho piazzato in fila agli incroci.

Lighting plot Giovanni Pinna per Vasco 2018

Nella zona tetto gli ingombri delle automazioni hanno la priorità. Sono riuscito a collocare in mezzo tre ring con una serie di americane fra i binari, dando continuità verso i lati per i 70 metri del palco. Questo tipo di sostegno serve anche agli accecatori che ho previsto in forma romboidale realizzata grazie ad una staffa preparata da Campora.”

Accecatoi sul tetto Vasco 2018 e video

In generale quali scelte illuminotecniche hai impostato?

“Da un paio d’anni adotto l’idea di semplificare le tipologie di fari. Come spot ho 136 Robe Megapointe, 112 wash Spiider e 60 LED Beam 150 che fanno la band ed altre cose a terra. Inoltre ho 50 Clay-Paky Sharpy e 42 Sharpy wash su fondali e telai. Stesso concetto per le washlight LED e le strobo, 80 SGM P5 e 80 SGM Q7 che spingono veramente tanto in certe canzoni.

Stupido Hotel lavender e green Vasco Torino 2018

Se hai troppe cose, impieghi più tempo e rischi di perderti, trovo che sia meglio concentrarsi sull’uniformità e sulla rapidità nella programmazione. E’ uno show articolato e sapevo in partenza che avremmo dovuto dedicare grande attenzione alle automazioni.”

Fari a pioggia su video Vasco Non-Stop Tour

Come avete coordinato le diverse componenti meccanizzate?

“Quando il progetto era quasi terminato, mi sono preso la responsabilità di proporre una bozza sulla quale abbiamo ragionato tutti insieme. A livello di luci avevamo delle esigenze date dalla mole di fari e laser piazzati dietro gli schermi che devono aprirsi in determinati punti dello spettacolo.

Giovanni Pinna alla console luci a Torino

E’ una fase complessa, ma lo staff tecnico è affidabile ed affiatato dato che sono anni che collaboro con Marco Piva Nicholas Di Fonzo e so di poter contare sulle loro competenze.”

Luci e laser rossi e bianchi

In due ore e mezza di concerto si vedono numerosi effetti. Come li hai dosati?

“I laser della ER Production, 16 Laserblade, 30 BB3 e 5 Tripan sono gestiti da Ross Marshall. Il cosiddetto medley dance è un vero e proprio laser-show per il quale ho preparato i musicisti avvertendoli che sarebbero stati al buio per 9 minuti.

Horwood e Ross Marshall postazione laser

I laser li utilizziamo sull’intro di C’è chi dice no, in un momento molto magico, poi in Spari sopra, in Siamo soli ed a spot in situazioni dove appaiono e scompaiono. ER ha 14 macchine del fumo che lavorano in modo pazzesco, ma bisogna intervenire sulle differenti intensità conciliando le esigenze dei laser con i problemi che possono sorgere per le riprese che mi costringono, a volte, a raddoppiare il seguipersona su Vasco.”

E poi ho voluto, d’accordo con l’artista, le fiamme. Era dal 2011 che ci mancavano, ma a Vasco piacciono e siamo riusciti a superare le restrizioni relative alla sicurezza e a riproporle. La scelta vincente è stata affidarci alla ditta Parente che è una vera e propria istituzione del settore. Hanno un approccio unico ed hanno offerto le giuste garanzie per l’impianto. Credo abbia aiutato anche il fatto che le ho immaginate a 24 metri di altezza sul tetto. All’inizio le amministriamo con parsimonia in Fegato spappolato per poi usarle in modo ripetuto durante Gli Spari sopra ed Alba chiara.”

Laser e fiamme

Tu sovente introduci delle tecnologie testandone la validità. Ci sono novità in questo tour?

“Vado particolarmente fiero di aver voluto il BlackTrax. Non ho follow-spot sul palco e lavoro esclusivamente con i motorizzati del sistema risparmiandomi le chiamate. Ho sempre in luce i musicisti e Vasco perché indossano dei sensori ed io da programmazione decido, pezzo per pezzo, quali fari dedicare loro.

Sono state collocate 14 telecamere ad infrarossi per tracciare persone interfacciandosi con Wysiwyg. In pratica, già in fase di preview, si visualizza in 3D lo spazio scenico. E’ di una comodità eccezionale con vaste potenzialità d’impiego. Alcune cose sono da migliorare come la portabilità, ma è un’evoluzione specialistica interessante. Bisogna solo entrare nell’ottica e capire tutta una serie di parametri, in questo sono stato aiutato da Marco di Febo. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata di preparazione ed ora è più semplice impostare le modifiche anche offline, nei giorni prima dello spettacolo.”

Finale con fiamme a Torino di Vasco 2018

Il terreno dello stadio vibra per l’audio, ma quando la regia video si attarda su Vasco si rimane colpiti da come guarda il suo pubblico. Ad un certo punto domanda: “Siete ancora lì?”. Gli risponde un boato.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES Simona Braga

Fotografie:  Simona Braga – Vietata la riproduzione senza autorizzazione scritta. Il materiale in alta risoluzione può essere richiesto alla redazione.

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