VISITA VR AL MUSEO FABERGE’

Alla corte degli zar c’era molta attesa per la consegna delle uova del gioielliere Fabergé capace di abbellirle con sofisticate tecniche d’incisione e con sorprese arricchite di pietre preziose.

Fabergé Uovo dell'Incoronazione Museo Fabergé San Pietroburgo

La celebrazione della Pasqua di resurrezione ha origine nel secondo secolo a Roma, ma venne regolata, nel 325, dal concilio di Nicea indetto da Costantino. Regalare le uova recupera un’antica tradizione simbolica di Egizi e Greci che consideravano l’uovo un segno di rinascita, mentre risale al Medioevo la pratica di colorarle, generalmente di rosso, per ricordare il sacrificio di Cristo.

I potenti zar russi erano anche loro legati a quest’abitudine. Nel 1885 l’imperatore Alessandro III incaricò Peter Carl Fabergé di realizzare un uovo di Pasqua per la moglie Maria Feodorovna, di origine danese. Il dono avrebbe dovuto riprodurre un originale francese dei primi dell’Ottocento appartenuto alla figlia di Federico VI di Danimarca. Il gioielliere creò una sua versione, il cosiddetto “Uovo di Gallina” in oro ricoperto di smalto bianco opaco al cui interno si nasconde un tuorlo d’oro che si apre rivelando una gallina a sua volta contenente una minuscola corona. La coppia imperiale fu talmente entusiasta del risultato da richiedere ogni anno un uovo a Fabergé con le condizioni che fosse un’opera unica e che contenesse una sorpresa.

Fabergé Uovo di Gallina

Alla morte di Alessandro III, il gioielliere iniziò a consegnare due lavori: uno per Maria Feodorovna ed uno per Alexandra Feodorovna, moglie di Nicola II, erede al trono. Dal 1885 al 1916 furono modellati 50 capolavori, sette dei quali sparirono nel decennio fra il 1920 ed il 1930 (Fonte Museo Fabergé).

I Fabergé erano una famiglia ugonotta fuggita dalla Francia. Nel 1842 Gustav fondò un piccolo negozio di gioielleria a San Pietroburgo, all’epoca capitale dell’impero. Il figlio Carlo, nato nel 1846, imparò l’arte dal padre approfondendo le tecniche durante un lungo viaggio di apprendistato in Europa, fra cui una tappa in Italia.

Carlo succedette al padre nel 1872 e, dopo esser stato nominato fornitore degli zar, divenne famoso in tutto il mondo ricevendo ordini da diverse case reali. La Maison aprì delle filiali a Mosca, Londra e Kiev, ma la sede rimase sempre al numero 24 di Bolshaya Morskaya a San Pietroburgo con uno studio per designer, una libreria specialistica ed un laboratorio dove Carl sovrintendeva le differenti fasi di preparazione.

Nell’Uovo dell’Incoronazione si apprezza la particolare tecnica, detta guilloché, padroneggiata da Fabergé e che consisteva nell’incisione dei metalli con segni geometrici ripetuti. L’uovo fu creato per la Pasqua del 1897 ed era dedicato all’incoronazione di Nicola II con la sorpresa di un’accurata riproduzione della carrozza costruita da Johann Conrad Bukendal nel 1793 per Caterina II e poi destinata a questi solenni eventi.

Fabergé Gatchina Palace

L’uovo Gatchina Palace rivela una perfetta miniatura della residenza dell’imperatrice fuori San Pietroburgo realizzata dall’artigiano di Fabergé Mikhail Perkhin che incluse i cannoni, una bandiera, la statua di Paolo I ed elementi paesaggistici, come alberi ed aiuole.

Uovo Inverno di Alma Pihl

L’uovo Inverno, donato a Maria Feodorovna da suo figlio Nicola II, si discosta da tutti gli altri ed è firmato dall’abile artigiana finlandese Alma Pihl. L’esterno assomiglia ad una calotta di ghiaccio in quarzo, platino ed ortoclasio con l’arricchimento di 1.660 diamanti. La sorpresa è un vaso di fiori in platino ed oro con 1.378 diamanti.

Le uova Fabergé sono un trionfo di rubini, smeraldi, zaffiri ma si sono impiegati anche giada, lapislazzuli, agata, diaspro, malachite e legno di Karelia nell’uovo del 1917.

All’apice del successo, la Maison aveva 500 lavoranti che arrivarono a produrre circa 300.000 oggetti. La Prima Guerra Mondiale e la rivoluzione russa fecero chiudere l’attività. Carl riuscì a scappare con documenti falsi in Svizzera dove morì a Losanna due anni dopo.

Le uova si trovano all’Armeria del Cremlino a Mosca, al Museo Fabergé, all’Ermitage, in collezioni private musei europei e statunitensi. Alcune però sono andate perse e molti pensano che siano state nascoste fra i tesori trafugati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Nel febbraio del 2004, l’imprenditore Viktor Vekselberg comprò l’intera collezione del magnate della stampa americana Malcolm Forbes, composta da oltre 200 oggetti fra cui 9 uova di Fabergé, per restituirle alla madre patria. Il Museo Fabergé ha sede nel palazzo Shuvalov di San Pietroburgo ed è dedicato all’arte dell’oreficeria russa con più di 4.000 testimonianze.

Interno Museo Fabergé VR

Grazie al tour virtuale potete ammirare le sale dell’edificio e scoprire le raffinate opere di Fabergé ed altri celebri creatori di gioielli e smalti.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA – © 2020 SHOWTECHIES Simona Braga

Immagini: MUSEO FABERGE’ SAN PIETROBURGO – WIKIMEDIA

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