VOYAGER STATION: UN HOTEL A GRAVITA’ ARTIFICIALE

Orbital Assembly Corporation progetta una stazione rotante per simulare la gravità realizzando la visione pionieristica di scienziati europei, come Herman Potocnik che all’inizio del Novecento influenzò la nascita dell’astronautica e vari soggetti di fantascienza.

Voyager Station un hotel con gravità artificiale

2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick fu proiettato in anteprima mondiale il 2 aprile del 1968 e fu definito da Steven Spielberg il Big Bang per un’intera generazione di registi. A parte anticipare la lotta fra uomo e macchina, il film contiene uno degli stacchi più famosi della storia del cinema con il passaggio dall’immagine di un osso che volteggia in aria, dopo essere stato lanciato da una scimmia, ad una stazione spaziale orbitante.

Immagine dipinta che riproduce l'astronave di Kubrick

Harry Lange, illustratore per l’industria aerospaziale e futuro realizzatore degli interni di Star Wars, con il collega Frederick I Ordway III, impiegato presso General Astronautics, erano i due professionisti del settore che insieme ad Anthony Masters disegnarono la nave spaziale di Kubrick svolgendo il ruolo di consulenti con altri esperti di IBM, Honeywell e General Electric chiamati ad immaginare gli sviluppi della tecnologia nel 2000.

Stazione rotante in orbita Herman Potocnik Noordung

L’idea di una stazione rotante in grado di simulare la gravità risale però al 1928, quando il capitano Herman Potocnik (Pola 22/12/1892 – Vienna 27/8/1929) con lo pseudonimo Noordung analizzò i problemi tecnici dei viaggi nello spazio in un libro ispirato da Hermann Oberth, fisico tedesco pioniere della missilistica e dell’astronautica. L’accurato studio delle risorse che Potocnik riteneva necessarie furono riprese da Wernher von Braun (23/3/1912 – 16/6/1977), ingegnere a capo del progetto missilistico nella Germania nazista che lavorò per la NASA, dal 1960.

Stazione spaziale rotante di von Braun disegnata da Bonestell

La ruota di von Braun aveva un diametro di 76 metri ed era in nylon per essere gonfiata in orbita, trasportata nello spazio da un razzo a tre stadi. L’illustrazione fu firmata da Chesley Bonestell, un disegnatore specializzato nel campo dell’astronomia che influenzò il mezzo costruito per 2001: Odissea nello spazio, dal diametro di circa 300 metri.

Le strutture rotanti risolverebbero il principale problema a livello fisico della permanenza degli astronauti nello spazio, ossia il degrado di muscoli ed ossa causato dalla microgravità. La gravità simulata da una rotazione è direttamente proporzionale al raggio della stazione ed alla velocità. Maggiore è il diametro, minore è la differenza fra la forza esercitata su testa e piedi di un astronauta, con minori scompensi nella circolazione sanguigna.

OAC dettaglio moduli hotel Voyage

Orbital Assembly Corporation è una società californiana che si propone di costruire, entro il 2027, la stazione Voyager accelerando il progresso dell’industria spaziale con la gravità artificiale.

Sostegni tubolari costituiranno lo scheletro portante dal diametro di 200 metri al quale attaccare sezioni abitative, 9738 m2 di pannelli solari e un sistema di trasporto su rotaia. I materiali prescelti per resistenza e peso sono Kevlar, Nextel AF-62 ed alluminio, ma l’assemblaggio è una delle fasi maggiormente delicate.

Docking Hub della stazione Voyager di OAC

La struttura circolare avrà bracci per agganciare le navicelle che scaricheranno merci e passeggeri in un ambiente depressurizzato per poi essere trasferiti, attraverso corridoi di collegamento, all’anello esterno.

Moduli abitativi stazione Voyager a gravità artificiale

I 24 moduli abitativi sono zone pressurizzate di 1.809,5 m3 su due livelli con diverse configurazioni che includono ristoranti, bar, cabine per l’equipaggio, sale riunioni, palestre, stanze private per hotel, suite, attività commerciali oltre agli spazi riservati per finalità governative e scientifiche.

Interior design camera hotel Voyager Station

L’arredamento non sarà asettico come nel film di Kubrick, ma utilizzerà colori, illuminazione ed intrattenimento per trasmettere un senso di calda ospitalità. OAC promette anche chef stellati ed eventi con famosi interpreti.

L’azienda ha lanciato un’operazione di fundraising e si prevede un test con un modello di circa 40 metri per verificare meccanismi e procedure automatizzate da parte di robot.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © 2021 SHOWTECHIES

Fotografie/grafica: NASA – ORBITAL ASSEMBLY CORPORATION – WIKIPEDIA

Rappresentazione grafica della nave di 2001: Odissea nello Spazio

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