GUGGENHEIM HELSINKI: I VINCITORI

Lo studio Moreau Kusunoki Architects si aggiudica il concorso per il Guggenheim di Helsinki.

Moreau Kusunoki Art in the City

La Solomon R. Guggenheim Foundation promuove l’educazione all’arte e l’esibizione al pubblico oltre a svolgere un importante ruolo nel rinnovo dell’estetica museale a partire dal 1943 quando il fondatore affidò a Frank Lloyd Wright il compito di disegnare un nuovo palazzo, a New York, la cui costruzione fu avviata nel 1956.

Il critico Paul Goldberger scrisse che fino a quel momento c’erano solo due modelli per un museo: gli edifici classici ed i padiglioni internazionali. Wright rese possibile che gli architetti imprimessero una loro personale interpretazione dello spazio espositivo. Dopo Wright e Frank Gehry che ha firmato i Guggenheim di Bilbao ed Abu Dhabi, tocca alla giovane architetto giapponese Hiroko Kusunoki ed al suo compagno Nicolas Moreau l’ambito incarico del design di un Guggenheim.  Helsinki sarà la quinta sede dopo New York, Venezia, Bilbao e quella di Abu Dhabi in fase di realizzazione.

Moreau Kusunoki Architectes

Foto di Bruno Levy – Cortesia di Moreau Kusunoki Architectes

Il concorso per l’assegnazione ha raccolto 1715 proposte che sono state scremate fino a vagliare i sei finalisti che portano le firme di HaasCookZemmerich STUDIO 2050SMAR Architecture Studio, Fake Industries Architectural AgonismAsif Khan, agps architecture oltre alla coppia vincitrice.

Finalisti Guggenheim Helsinki Design competition

Il presidente della giuria, Mark Wigley, ha dichiarato che il progetto Art in the City riassume le qualità ricercate dalla commissione inserendosi perfettamente nel contesto e nella natura della città.

Integrazione del museo con il mare e la città

Kusunoki ha ammesso come l’intento sia proprio quello d’integrare il disegno nel paesaggio esistente con il mare ed i boschi usando materiali tradizionali. Uno spazio intimamente relazionato con il centro urbano che invita i cittadini ad utilizzarlo.

La struttura è formata da una serie di padiglioni interconnessi dal tetto concavo e da una torre che in lontananza sembra un faro con una passerella pedonale che la collega al Parco dell’Osservatorio. L’edificio più alto arriva a 45 metri ed all’ultimo piano ospiterà un ristorante con vetrate trasparenti per un’incredibile vista.

Rendering Museo vista mare

Il rivestimento delle facciate esterne in legno carbonizzato simbolizza la rigenerazione dei boschi bruciati che tornano a ricrescere e si rifa ad un’antica tecnica giapponese, così come i passaggi con vie e piazze fra i vari volumi  riprendono il concetto del ma ossia lo spazio fra le cose, ma anche la distanza nel tempo. Un’astrazione che aiuta a capire come l’estetica giapponese sia un percorso dove le zone di transizione sono viste come intervalli che mettono in relazione le parti.

Vie e piazze fra i padiglioni

E’ stato riconosciuto che sarà necessario dell’ulteriore lavoro per risolvere la circolazione verticale, l’uso della terrazza principale e la costruzione del tetto, ma sono problemi che rientrano nello sviluppo del concept e la Giuria confida nell’estrema flessibilità del disegno.

Ristorante terrazza

La superficie espositiva occuperà 4.000 dei 12.000 m² dell’area con un budget stimato di 130 milioni di euro che ha provocato accese polemiche fra i finlandesi con rinvii e la paura di una sospensione simile a quella che ha cancellato i progetti a Guadalajara in Messico ed a Vilnius, in Lituania.

Bisogna però ricordare che la valorizzazione dell’arte è una risorsa con proficue ricadute occupazionali come ampiamente dimostrato dalla città di Bilbao, prima snobbata dagli itinerari turistici ed ora meta fra le più visitate in Spagna.

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES

Foto di:  GUGGENHEIM FOUNDATION – MOREAU KUSUNOKI ARCHITECTS

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