MARIO BIONDI: NOTTE DA… JAZZ

Mario Biondi sul palco

In un’estate dal tempo instabile, ci pensa Mario Biondi a riscaldare le serate con notti da jazz in tour fra festival e località turistiche. 

Ci sono voci con qualità sonore uniche e riconoscibili come quella di Mario Biondi. Sarà la terra di Sicilia che scalda le corde vocali o i geni ereditati dal padre Stefano, ma il timbro del crooner italiano ha conquistato fan in Europa ed oltreoceano.

Logo tournée Biondi

In attesa della ripresa autunnale di “Sun – il tour”, gli appassionati possono ascoltarlo l’8 agosto a Lignano Sabbiadoro, il 10 a Capri, il 12 a Roccelletta di Borgia, il 16 nell’anfiteatro comunale di Zafferana Etnea, il 17 a Partanna per terminare con le cave del Verdalia il 21 agosto.

Gli impegni estivi sono iniziati con il prestigioso appuntamento di Umbria Jazz. A Jò Campana il compito di ricreare con le luci le ambientazioni dei club accompagnando l’artista siciliano con eleganza e swing.

Manifesto Umbria Jazz 2014

Che atmosfera si respira ad Umbria Jazz?

“Tutta Perugia è coinvolta da questo storico festival, giunto alla 41ma edizione, con happening musicali, street jam session e numerosi eventi. La sera del 20 luglio scorso l’Arena Santa Giuliana era tutta sold-out. Perfetto!

Il palco era una rigorosa black-box ed il disegno luci di quest’anno era composto da tre truss semi-circolari in aggiunta alla classica frontale a sostenere una cinquantina di corpi illuminanti, fra cui molti motorizzati. Una volta stabilite le posizioni del set-up di Biondi con i profile, mi sono riservato una bancata sulla console residente del festival da dove ho gestito lo spettacolo editando in tempo reale sequenze di colori, movimentazioni ed effetti vari.”

Al Jarreau

Com’è stato il concerto di chiusura con Jarreau e Biondi?

“I primi ad esibirsi sono stati i Take 6, sei ragazzi di colore vincitori di 10 Grammy nelle categorie Gospel, Jazz e R&B. Alle 21 è salito sul palco Al Jarreau, un nonnetto di 74 anni con l’energia di un ventenne che ha suonato con una band favolosa per oltre un’ora ed a chiudere Mario Biondi che ha suggellato l’edizione 2014 con due ore di concerto supportato dalla sua trascinante band Italian Jazz Player.”

Quali differenze esistono fra le date estive e la ripresa autunnale con tappe europee?

“Queste date sono un prolungamento del tour teatrale dell’inverno scorso quando giravamo con la nostra produzione audio e luci, mentre ora m’interfaccio con le diverse produzioni locali alle quali invio le mie richieste. Quando partiremo per la tournée europea mi atterrò alle forniture delle diverse venue che ci ospiteranno portandomi dietro un nutrito parco di filtri e gelatine come paracadute per garantirmi un’adeguata copertura cromatica.”

Mario Biondi suona con l'orchestra

Che tipo di fari hai inserito?

“Il lighting plot è tradizionale e comprende una decina di sagomatori ed altrettanti wash sull’americana frontale mentre a metà ed a fondo palco ci sono una ventina di profile o spotlight. Completo la scena con dei tagli bassi e qualche personale con lampade ad incandescenza.”

Come hai interpretato le sue particolari sonorità con il disegno luci?

“Il repertorio di Mario è solitamente composto da pezzi suoi anche se a volte rende omaggio a dei classici, come My girl dei Temptations. Durante i concerti esegue spesso brani scritti appositamente per lui da autori del calibro di Burt Bacharach, Al Jarreau o da Bluey, il leader del gruppo inglese degli Incognito.

Mario Biondi luci congo

Sinteticamente potrei dirti che il light design ha poche stravaganze. Il mood musicale domanda eleganza e sobrietà, precisione nei puntamenti, tempestività nel cogliere gli assoli ed una non scontata capacità di saper stare a margine. Sembra tutto easy, ma spesso fare bene le cose apparentemente semplici richiede molta attenzione nella cura dei dettagli.”

Il pubblico che segue Biondi ha una sensibilità raffinata. In che misura gli spettatori influenzano il tuo lavoro?

“Ci sono concerti dove l’obiettivo è stupire, travolgere la platea con mirabolanti effetti luminosi o visivi per scuoterla emozionalmente. In altri casi bisogna accompagnare per mano nell’ambientazione per far godere appieno la magia espressa dal musicista.

silhouette Biondi in controluce

In queste situazioni le luci non devono essere in prima linea, ma aiutare ad amplificare, in modo quasi subliminale, il processo emotivo che ci aiuta a ricordare un concerto come un momento unico.”

Non vi resta che lasciarvi affascinare dalla voce di Biondi alla scoperta di un repertorio fra jazz e soul di grande qualità .

RIPRODUZIONE RISERVATA – © SHOWTECHIES

Foto di: ROBERTO PANUCCI

Il Manifesto di Umbria Jazz 2014 è di Riccardo Pierassa del Nuovo Istituto Design di Perugia

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